Vorrei avere il becco
Per accontentarmi delle briciole
Concentrato e molto attento
Si, ma con la testa fra le nuvole
Capire i sentimenti quando nascono e quando muoiono
Perciò vorrei avere i sensi per sentire il pericolo
Se tutti quanti lo sanno ma hanno paura che l’amore è un inganno
Oh, ce l’ha fatta mia nonna per 50 anni con mio nonno in campagna
Più o meno come fa un piccione
Lo so che e brutto il paragone
Però vivrei con l’emozione
Di dare fiducia a chi mi tira il pane
Più o meno come fa un piccione l’amore sopra il cornicione
Ti starei vicino nei momenti di crisi
E lontano quando me lo chiedi
Dimmi che ci credi e che ti fidi
Un giorno avevo il vento che mi accompagnava su una tegola
A volte sono solo e mi spavento, cosa cì fanno due piccioni in una favola?
Se tutti quanti lo sanno ma hanno paura che l’amore è un inganno
Oh, me l’ha detto mia nonna
«Lo sai quante volte non pensavo a tuo nonno?»
Più o meno come fa un piccione
E mica come le persone che a causa dei particolari
Mandano per aria sogni e grandi amori
Camminerò come un piccione a piedi nudi sull’asfalto
Chi guida crede che mi mette sotto
Ma io con un salto all’ultimo momento
Volerò ma non troppo in alto
Perché il segreto è volare basso
E un piccione vola basso
Ma è per questo che ti fa un dispetto
Ma è per questo che anche io non lo sopporto
Noi però alla fine resteremo insieme
Più o meno come fa un piccione
L’amore sopra il cornicione
Ti starò vicino nei momenti di crisi
E lontano quando me lo chiedi
Dimmi che ci credi
Ci sveglieremo la mattina, due cuori sotto una campana
steven ricci il piccione di povia
Aprile 10, 2008classificazione degli acciai
Aprile 10, 2008Composizione degli acciai
Gli acciai sono leghe Ferro – Carbonio che contengono carbonio dallo 0. 008% al 2.06%.
Il ferro, per le sue scarse caratteristiche fisiche, meccaniche e tecnologiche, non trova utilizzi allo stato puro; In effetti anche quello che comunemente viene chiamato ferro è un acciaio con bassissimo tenore di carbonio.
Ferro
Si chiama ferro la lega ferro – carbonio in cui il tenore di carbonio è minore dello 0.008%.
Nella consuetudine, viene chiamato ferro anche l’ acciaio dolce, che ha un tenore di carbonio inferiore allo 0.1%.
Il ferro che si ottiene con il processo siderurgico non è chimicamente puro, perché contiene impurità quali carbonio, zolfo, silicio, fosforo, ecc., dovute al processo di lavorazione .
Per ottenere il ferro puro, bisogna ricorrere ad altri procedimenti (elettronici e chimici) che lo rendono puro, ma assai più costoso, senza migliorarne la qualità in proporzione al costo della purificazione.
Per la sua facile deformabilità e saldabilità a caldo, il ferro viene usato nelle lavorazioni di fucinatura
( ferro battuto) per oggetti ornamentali o per pezzi poco sollecitati (cancelli, lampadari di ferro battuto, ecc.).
Il ferro puro trova applicazioni soltanto in elettrotecnica.
Il ferro è duttile, melleabille e ha una buona deformabilità che lo rende resistente agli urti.
Fonde a 1535°C, ma già sui 900°C comincia a rammollire, e a 1300°C è talmente pastoso che due pezzi di ferro a tale temperatura possono essere riuniti o staccati per semplice pressione.
Sia la colabilità sia la fusibilità risultano scarse,
Perché il ferro fuso diventi scorrevoli, infatti, bisogna salire a 1600°C, perciò il susseguente ritiro è notevole.
Di conseguenza, i getti prodotti dopo la solidificazione, presentano soffiature di gas, spugnosità, lacune di materiale, rotture da ritiro eccessivo.
Il ferro è magnetico, ma non magnetizzabile, e la sua resistenza all’ ossidazione (corrosione) è scarsa.
Acciaio.
L’ acciaio ordinario è una lega di ferro e carbonio, con percentuali di carbonio varianti da 0.06% e 2.06%.
Gli accciai possono essere:
<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>Semplici
<!–[if !supportLists]–>· <!–[endif]–>Speciali
Sono semplici gli acciai che contengono solo ferro e carbonio (Fe e C) e non contengono altri elementi, se non come impurità.
Sono speciali gli acciai che, oltre al ferro e al carbonio, contengono altri elementi in lega, talvolta in percentuali anche elevate.
L’ acciaio si trova in commercio sotto forma di lastre, lamiere, tubi, fili, profilati, barre, lamierini, nastri, ecc.
I numerosissimi tipi di acciai in commercio sono classificati e unificati dall’ UNI, mediante sigle e simboli che ne mettono in evidenza le proprietà chimiche, meccaniche e tecnologiche ( che variano notevolmente da un tipo all’ altro). In genere, gli acciai sono più resistenti, duri e tenaci del ferro dolce, ma meno plastici, anche se sono sempre laminabili, trafilabili, e saldati al caldo.
Produzione dell’ acciaio.
L’ acciaio si ricava dalla ghisa riducendo, innanzi tutto, il tenore di carbonio e, inoltre, i tenori di silicio, di fosforo, di manganese e di eventuali altri componenti presenti nella ghisa sotto forma di impurezze non accettabili negli acciai.
Altri elementi vengono invece aggiunti durante il processo per conferire all’acciaio determinate proprietà.
Il processo siderurgico utilizzato per ottenere l’acciaio prende il nome di affinazione della ghisa.
Esso consiste nell’immettere in un forno, detto convertitore, una certa quantità di rottami di ferro (R) e successivamente dalla ghisa di prima fusine ( ricavata direttamente dall’ alto forno), ancora allo stato liquido (G), il tutto in quantità ben definite.
Il rottame di ferro ha il duplice scopo di abbassare la temperatura della ghisa e, contemporaneamente, di ridurre parzialmente la concentrazione di carbonio; successivamente, attraverso una lancia che viene immessa nella lega fusa, viene soffiato ossigeno (O) che, combinandosi chimicamente con il carbonio, genera combustione riducendo in tal modo la percentuale di carbonio presente in lega. Di seguito, vengono descritte le successive fasi dell’ affinazione.
Desilicizzazione.
L’eliminazione del silicio avviene introducendo ossidante.
L’ ossido di ferro, reagendo con il silicio, forma ossido di silicio insolubile, che si raccoglie nella scoria
Decarburazione
Avviene principalmente a opera dell’ ossido di ferro, che, reagendo con il carbonio, forma ossido di carbonio. Quest’ ultimo si elimina per gorgogliamento attraverso la massa liquida.
Defosforazione
Il fosforo si raccoglie nella scoria sotto forma di solfuro di calcio, ottenuto per reazione del solfuro di ferro con l’ ossido di calcio. Anche il manganese favorisce la desolforazione
Disossidazione
L’ ossido
ferroso,che danneggia le caratteristiche dell’ acciaio, in parte si raccoglie naturalmente nella scoria, in parte viene eliminato introducendo nel bagno elementi disossidanti (Mn, Si, Al, Ti), che presentano maggiori affinità con l’ ossigeno rispetto al ferro.
Degassificazione
I gas nel bagno di fusione vengono eliminati per reazione chimica con l’ ossido ferroso e aggiungendo al bagno elementi deazoturanti (ad esempio, titanio, che formano nitruri insolubili.
Oggi queste operazioni sono gorvenate da sistemi computerizzati, per cui la quantità di ossigeno soffiate riescono ad essere dosate in modo corretto; dopo aver eseguito le analisi di qualità su campioni prelevati dal forno, ed essersi accertati che la concentrazione dell’ acciaio sia quella voluta, la lega viene spillata dal forno e, per mezzo di siviere, trasportata alla lingotteria nella quale l’acciaio assumerà, attraverso particolari processi di laminazione, le forme con le quali viene commercializzato.
Prodotti siderurgici.
Questa denominazione si indica la produzione effettuata dalle aziende siderurgiche attraverso procedimenti di fusione, laminazione o simili, a caldo e a freddo.
I procedimenti attraverso i quali si otengono i prodotti siderurgici, partendo dall’ acciaio liquido proveniente dai forni,sono illustrati in figura 4.60 a pagina precedente.
Si tratta sostanzialmente di una serie di lavorazioni, attraverso le quali l’ acciaio-solidificato in forme appropriate mediante colaggio in lingottiera o colata continua – viene deformato plasticamente fino ad assumere la forma e le dimensioni richieste dal prodotto finito.
Colaggio in lingottiera
Nella fossa di colata, avviene la colata diretta dell’ acciaio della siviera alle lingottiere, recipienti senza fondo con pareti molto spesse, che servono a contenere l’ acciaio per farlo solidificare in forma di lingotti.
La separazione del lingotto della lingottiera si chiama strippaggio.
I lingotti vengono quindi inviati ai reparti di laminazione per la sbozzatura.
Colata continua
Questa tecnica permettte di ottenere semiprodotti (bramme, blumi, e bilette.) direttamente dall’ acciaio liquido senza passare attraverso le fasi dello strippaggio e quelle successive del riscaldo e della sbozzatura. Il processo consiste nel colare l’ acciaio liquido della siviera in una lingotteria di rame a fondo mobile.
L’ acciaio non rimane nella lingotteria fino alla completa solidificazione ma, quando questa ha inizio, il fondo della lingotteria viene lentamente sfilato e l´acciaio (in forma di brammma, brumi o biletta ) discende guidato e contenuto da rulli mentre forti spruzzi d’ acqua lo raffreddano.
Caratteristiche degli acciai
Le caratteristiche fisiche, chimiche, meccaniche e tecnologiche degli acciai variano notevolmente a seconda del tenore di carbonio e della presenza di altri minerali che compongono la lega. E’ possibile costruire acciai in grado di soddisfare particolari proprietà meccaniche e tecnologiche mediante buone, tranne per l’ estrusione assai diverse tra loro.
Generalmente, gli acciai posseggono una buona resistenza alle sollecitazioni meccaniche e presentano proprietà tecnologiche mediante buone, tranne per l’ estrusione e la fusione, anche se esistono particolari acciai denominati da “getti” utilizzati nella produzione di fonderia.
Classificazione degli acciai
La classificazione degli acciai è materia complessa, in quanto molteplici sono le tipologie, gli elementi chimici presenti in lega, i particolari caratterizzanti alcune proprietà chimiche, fisiche, meccaniche o tecnologiche.
La norma UNI EN 10020 classifica gli acciai secondo il modo riportato nello schema della figura 4.61.
Classificazione degli acciai
Aprile 10, 2008
| 1 |
Introduzione |
Acciaio
Lega ferro-carbonio, caratterizzata da una quantità di carbonio inferiore al .2%, e contenente anche altri elementi, in percentuali variabili.
| 2 |
Classificazione degli acciai |
L’acciaio costituisce il più importante prodotto della siderurgia: viene commercializzato in una grande varietà di tipi, ciascuno con caratteristiche diverse, classificabili secondo la composizione chimica, la struttura, il processo di produzione, l’impiego prevalente. Una classificazione molto comune distingue cinque grandi categorie o il nome di ghisa.
| 2.1 |
Acciai al carbonio |
Costituiscono oltre il 90% di tutti gli acciai e contengono una quantità variabile, generalmente inferiore all’1,5%, di carbonio, un massimo di 1,65% di manganese, lo 0,60% di silicio e lo 0,60% di rame. Secondo il tenore di carbonio, si dividono in acciai extradolci (meno dello 0,15%), dolci (da 0,15% a 0,25%), semiduri (da 0,25% a 0,50%), duri (oltre lo 0,50%). Gli acciai extradolci e dolci sono comunemente indicati come ferro. Parti di macchine, scocche di autoveicoli, la maggior parte delle strutture di acciaio degli edifici, scafi delle navi, chiodi, viti e bulloni sono solo alcuni dei prodotti realizzati con acciai al carbonio.
| 2.2 |
Acciai legati |
Sono caratterizzati dalla presenza di quantità variabili di uno o più elementi – quali vanadio, molibdeno, manganese, silicio, rame – in percentuali superiori a quelle contenute negli acciai al carbonio. Gli acciai legati vengono usati nella produzione di molti componenti meccanici: bielle, alberi, perni, sterzi, assali dei veicoli, ecc.
| 2.3 |
Acciai debolmente legati ad alta resistenza |
Rappresentano la più recente categoria di acciai e sono noti con la sigla HSLA (acronimo di high-strength low-alloy). Contengono solo piccole quantità di niobio o di vanadio, e dunque sono in generale più economici dei normali acciai legati; vengono prodotti con particolari procedure, capaci di conferire loro una resistenza meccanica, anche alle basse temperature, e una resistenza alla corrosione superiori a quelle degli acciai al carbonio.
| 2.4 |
Acciai inossidabili |
Contengono cromo (in quantità variabile tra il 12% e il 30%), nichel (fino al 35%) e altri elementi leganti, che li rendono brillanti e li proteggono dall’attacco degli agenti atmosferici e di gas e acidi corrosivi. Presentano una resistenza meccanica non comune, che possono mantenere anche per lunghi periodi a temperature estremamente alte o basse. La brillantezza della loro superficie li rende utilizzabili anche per scopi puramente decorativi. Trovano impiego nella realizzazione di tubature e serbatoi di raffinerie petrolifere e impianti chimici, di aerei a reazione e capsule spaziali, di apparecchiature e strumenti chirurgici, di protesi dentarie e chirurgiche. Molto diffuso l’impiego nella produzione di pentolame, posate e utensili da cucina.
| 2.5 |
Acciai da utensili |
Si usano per produrre la maggior parte degli utensili per lavorazioni meccaniche. In particolare, sono detti acciai rapidi quelli che contengono tungsteno, molibdeno e altri elementi leganti che ne aumentano la resistenza all’usura in lavorazioni ad alta velocità; extrarapidi o super-rapidi quelli che contengono anche cromo.
omar torretti e linutile de battestini luca
prova rockwell: le caratteristiche e il metodo
Aprile 10, 2008In questa prova il penetratore può essere una sfera di acciaio (HRB) o, per matriali più duri, un cono con la punta di diamante (HRC).
Carico e tempo di applicazione possono variare in relazione alla prova.
Il carico viene preceduto da un precarico che serve per evitare che le irregolartà della supeficie influenzino la prova .
Caratteristiche della prova
-Diametro della sfera di 1,58mm(1/16 di pollici).
-Cono di diamante con angolo al vertice di 120°
-La profondità di penetrazione (e) è legata alla durezza della relazione.
-HRB=100-e
-HRC=130-e
-E semplice da realizzare poichè tale valore si legge direttamente sul quadrante.
Metodo di prova
1) Portate il penetratore a contatto con il provino applicando un carico di 98N(10kg).
2)Azzerare l’indice della scala.
3)Applicare il carico aggiuntivo che vale 882N per HRB 1372N per HRC.
4)Attendere 30secondi e togliere il carico aggiuntivo lasciando solo l’iniziale.
5)leggere sul quadrante il valore della durezza oppure il valore di “e”
.
matteo giacani incapace
Aprile 10, 2008matteo non sa usare il tornio e nemmeno la fresa il prof Scatolini la insegnato molto bene a tutti ma lui non lo capisce perchè non gli importa
Prova Brinell
Aprile 10, 2008La prova di durezza Brinell consiste nel rilevare quanto vale la durezza di un determinato materiale utilizzato per la prova (in questo caso C10E). Generalità e cenni teorici: La prova consiste nel imprimere con una forza F pari a 29420 N (3000 kgF) un penetratore (in questo caso una sfera del diametro di 10 mm in carburo di wolframio), contro la superficie del pezzo in prova. La prova deve essere eseguita su un provino dalla superficie liscia, esente da scaglie di ossido, materiali estranei, lubrificanti. Lo spessore del provino deve essere almeno 8 volte la profondità dell’impronta. La prova per la durezza Brinell si riferisce alla norma ISO 6506-1 del Settembre 1999,poi rivista nel febbraio ‘06
coppa, sagrati, savelli, jenifer, manieri

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